mercoledì 21 febbraio 2018

Gli occhi di una madre


Dinanzi agli occhi esterrefatti

di mia madre sono suo figlio

e un umile poeta.

Tempo fa, dinanzi agli occhi,

a volte distrutti di mia madre,

ero un bambino

irriverente e scamiciato.


Oh mamma!

Se io avessi capito prima…


Una delle cose che più ci emozionò,

fu quando adagio mi calmai.

La nostra emozione più suggestiva

giunse quando lei lesse

la mia prima poesia.

Lei non se l’aspettò

e con mirabili lacrime mi ringraziò.

L’artista di strada (Sonetto settenario)

Non vivo per la gente,
vivo per la mia arte
e poi gioco a carte,
solo con l’indulgente.
L’asfalto esulta,
adoro i colori,
odio assai i cori
di chi spesso insulta.
Amo il vento, velo
il soave pigmento
quando è sottostante.
Scruto per un istante
il fulgido segmento
del vento e del cielo.

mercoledì 10 gennaio 2018

Canzone

Leggera come un morbido cuscino, 
rilassante come lo scorrere di un ruscello,
stupenda come la natura sempreverde,
ammirabile come uno stormo di uccelli,
unica come la felicità di una donna
quando aspetta un bambino.

Non è mai maligna,
è sempre benevola,
mi fa vivere
e non sopravvivere,
è un lume dilettevole
attaccato alla mia
immensa fantasmagoria.

L'arte del piacere,
l'arte di ascoltare 
la mia canzone prediletta.

lunedì 1 gennaio 2018

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giovedì 5 ottobre 2017

Amore insicuro (Sonetto)

Il tuo corpo incantevole mira
magicamente ad allontanare
lo sguardo dai tuoi occhi che tira
una fune che è d'abbandonare,

noi due non siamo saturi di ira,
l'amore nostro a tutti doniamo,
diranno: "non valete una lira",
tutti questi dovremo perdonare.

Io e te nell'universo discreto
non viviamo per il risentimento
né per ogni umano indiscreto.

L'amore è il più bel sentimento
per noi tutti questo è un decreto,
finché non si giunge al pentimento.

venerdì 29 settembre 2017

Mercante di gemme

Mercante di gemme
che vorresti varcare
i confini della tua esistenza,
vorresti sorpassare la tua bellezza,
vorresti migliorare il tuo modo
di vendere le gemme,
e il tuo sguardo per renderle
più lucenti, come diamanti,
vorresti vivere liberamente,
in modo anomalo per sconvolgere
qualunque attività
e qualunque pensiero umano.
E allora, in una criptica notte
apristi una porta e vedesti
in alto il sole vicino alla luna,
insieme contemplavano le stelle
che sembravano le loro figlie,
i muri erano colmi d'occhi,
il pavimento era diventato di cristallo,
a fianco a te c'era un divino
che ti fece visitare una camera fantasmagorica
colma di persone colorate
che toccavano tutto.
Il giorno dopo,
si sentì parlare
di un povero mercante
in estasi avvolto tra le sue gemme,
o di un povero mercante
morto per overdose.

Viltà

Oh maledetta e insidiosa paura!
Mi hai portato via la cura,
quella di allora
e questa di ora.
La vita non è uguale per tutti,
c’è chi mangia i semi e chi i frutti,
io mangio accanto al timore
e chissà come ne soffre il mio cuore.
Vorrei alzarmi e gridare,
chiudere gli occhi e scordare
l’attimo che mi colmò di tormento,
a causa di un errore fatto in quel momento,
eppure tutti sbagliamo,
ma non tutti ci angosciamo.
Oh quanto è bello il suono del vento!
Lo scruto come se fosse un portento,
il vento è libero come un uccello
ed io chiuso come un asinello.
Viltà, un giorno me la pagherai,
ti sconfiggerò e te ne pentirai,
sei la rovina di ogni essere umano
e nessuno ti vuole stringere la mano.
Alla morte darò la soddisfazione
di non aver vissuto con un’inclinazione,
ma un giorno il mio sogno realizzerò,
vivrò libero nell’aria quieta e volerò.

In quel luogo serale e notturno

In quel luogo, là dove si divertono perfino le pareti, ci sono ragazze e ragazzi, intrappolati da tante reti, queste camuffano il lor...